Frutta e verdura ci aiutano a contrastare anche le infezioni

A volte si assumono per un semplice raffreddore, per curare una infezione virale o perfino in via preventiva. Il sovrauso o l’uso inappropriato di antibiotici sta alimentando l’antibiotico resistenza: un fenomeno che rafforza la capacità dei microrganismi di sfuggire all’azione di un antibiotico; i batteri così proliferano, l’infezione avanza e il trattamento diventa più complesso, fino ad avere esito importanti sulla qualità della vita e della salute della persona e costi economici per il sistema. Il fenomeno non ਠitaliano, ma mondiale: l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità ) stima che ogni anno 700mila persone muoiono per infezioni resistenti agli antibiotici, con numeri che possono raggiungere i 10 milioni l’anno nel 2050, se non verranno presi provvedimenti. La scienza e la ricerca si interrogano: si può ricorrere a interventi a basso costo? Pare di sì, mangiando molta frutta e verdura.

Ecco perché frutta e verdura potrebbero essere efficaci contro l’antibioticoresistenza

Noci, frutti di bosco, lamponi, uva, melagrana, pistacchi e anacardi e molti altri alimenti contengono acido ellagico, un polifenolo ad azione antiossidante con protettivi protettivi per la salute generale: contrasta ad esempio l’invecchiamento precoce ed eccoci al punto anche su infezioni resistenti agli antibiotici. Secondo una ricerca dell’Università degli studi di Milano, condotta in collaborazione con l’Institute for Research in Biomedicine di Bellinzona, il consumo di molta frutta e verdura limiterebbe la formazione di biofilm, una sorta di ‘bozzolo’ che difende i microorganismi da tutte le situazioni avverse, anche la terapia antibiotica, che potrebbero inibire la loro aggressività e raggio di azione. Su questa potenzialità si sta aprendo un filone di ricerca per capire se l’acido ellagico possa essere indicato per lo sviluppo di nuove terapie. «Il biofilm – spiegano gli esperti – ਠuno stato fisiologico dove comunità microbiche pluricellulari sono incorporate in una matrice speciale che consente loro, anche in caso di specie patogene, di tollerare condizioni stressanti legate per esempio alla scarsità di nutrienti, a fenomeni ossidativi, alle difese dell’ospite o alla presenza di antimicrobici come gli antibiotici».

La resilienza

E’ un concetto in voga in questi tempi e sembrerebbe valido anche in questo caso: «I biofilm patogeni che si dimostrano molto resilienti ‘ continuano i ricercatori – sono un fattore importante della persistenza di infezioni sia fungine, come la candidosi, sia batteriche, come la febbre tifoide e la diarrea emorragica». Come agisce l’acido ellagico? Il meccanismo ਠancora da chiarire: una l’ipotesi ਠche l’attività microbiologica del polifenolo possa dipendere dalla sua interazione con WrbA, una proteina enzimatica coinvolta nella formazione del biofilm batterico.

Nuovi studi saranno avviati

L’auspicio ਠdi mettere k.o. o quanto meno di ridurre sensibilmente la capacità di proliferazione di batteri resistenti agli antibiotici, magari proprio grazie alla potenziale efficacia dell’acido ellagico e di nuove molecole naturali.

-A cura di Francesca Morelli

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