La convivenza fa bene, anche al diabete

Non hai capito male: vivere sotto lo stesso tetto con un partner, indipendente che la relazione sia tutte rose e fiori o che dentro le mura ci sia ‘la guerra dei Roses’ , apporta gli stessi esiti: fa del bene alla glicemia, abbassando cioè il rischio di avere elevati livelli di zucchero nel sangue e quindi di sviluppare il pre-diabete.

E’ davvero così?

Sì e ci sono tutti i numeri per ritenere che ciò sia vero. Infatti al riguardo è condotto uno studio da ricercatori del Lussemburgo e del Canada, poi pubblicato su una rivista internazionale importante (BMJ Open Diabetes Research & Care) con l’intento di capire se una relazione di coppia potesse influire, specie su alcune categorie a rischio, come la popolazione anziana, su una patologia a larga diffusione e cronica: il diabete, appunto. Intenzione era anche capire se la qualità della relazione, di amore o odio o di odio-amore, potesse condizionare in qualche maniera questo fenomeno. Per condurre questa analisi i ricercatori sono partiti dai dati dello studio English Longitudinal Study of Ageing (ELSA) che raccoglie ogni due anni informazioni sulla salute della popolazione inglese dai 50 anni in su, compresi i valori di alcuni biomarcatori chiave delle malattie più diffuse. Perché è da ritenersi veritiero questa ricerca? Per l’ampia portata: sono stati infatti considerati oltre 3.300 adulti tra i 50 e gli 89 anni che non avevano ricevuto una diagnosi di diabete tra il 2004 e il 2013, i quali sono stati sottoposti a una visita medica e al prelievo del sangue per il controllo dell’emoglobina glicata (HbA1c ), un valore chiave per la definizione del diabete, in tre diversi momenti durante la ricerca, ovvero nel 2004, nel 2008 e nel 2012. A tutti i volontari è stato anche chiesto di specificare se fossero sposati o conviventi e di descrivere la qualità del loro rapporto.

Cosa è emerso

Durante il primo monitoraggio, nel 2004, il 76% dei partecipanti era sposato o convivente. Escludendo alcuni fattori confondenti come il fumo, l’alcol, lo stile di vita, i ricercatori hanno osservato che le persone che avevano cambiato le condizioni di vita, passando dalla vita di coppia a quella da single, dopo un divorzio per esempio o un lutto, avevano subito anche un aumento significativo dei livelli di HbA1c e con esso il rischio di pre-diabete. Non sono state osservate variazioni per i livelli medi di glucosio nel sangue dipendenti dalla qualità della relazione: cioè suggerirebbe che elemento ‘determinante’ è il rapporto in sé e non i sentimenti che lo animano. Questo dato, secondo i ricercatori, sarebbe importante soprattutto nella popolazione più anziana, magari reduce da un lutto e/o da un divorzio, così come il superamento degli stereotipi negativi sulle relazioni sentimentali in età avanzata. Un possibile punto di partenza per affrontare i rischi per la salute, in particolare il deterioramento del controllo glicemico, associato alle transizioni coniugali nella popolazioni più fragili.

Che ne pensi di questo studio? hai sperimentato eventi positivi per la salute dalla tua relazione/convivenza di coppia? dicci la tua.

-A cura di Francesca Morelli

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