La dieta che fa bene ai reni: poche proteine, fosforo e sodio

Meno proteine nella dieta: ਠla strategia nutrizionale efficace in persone con malattia renale cronica (MCR), capace di rallentare l’ingresso alla dialisi e di aumentare la sopravvivenza. Lo suggerisce uno studio presentato al 60° Congresso Era (European renal association). Una indicazione terapeutica importante per quasi i 4,5 milioni italiani che ne soffrono, di cui oltre un milione in stadio avanzato di malattia, prossimo alla dialisi, mentre ogni anno oltre 7.300 nuovi pazienti entrano in trattamento.

La ricerca

Ha convolto 60 pazienti che seguivano una dieta ipoproteica e oltre 120 individui che con caratteristiche di malattia affini, si alimentavano normalmente. L’obiettivo era verificare quanto la dieta fosse in grado di ritardare i tempi della dialisi, impattare sulla sopravvivenza e contenere i costi socio-assistenziali in un arco temporale di cinque anni. E’ emerso che la dieta ipoproteica consente di rinviare l’inizio della dialisi di venti mesi a favore anche di un importante miglioramento della sua vita e un risparmio di 8.400 euro/paziente all’anno. Si calcola infatti che il costo mensile per un paziente aderente alla dieta ipoproteica sia di circa 700 ⬠contro i 4.100 di un paziente in dialisi. «Ciò significa che se solo il 20% dei pazienti che ogni anno in Italia iniziano la dialisi seguissero una dieta ipoproteica – spiega Vincenzo Bellizzi, Direttore Uoc Nefrologia e Dialisi Ao Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta – il Sistema sanitario nazionale risparmierebbe oltre 60 milioni all’anno».

Come alimentarsi

Con poche proteine, sodio e fosforo. Occorre ridurre la quantità di alimenti proteici soprattutto di origine animale, come carne, pesce, uova, salumi, formaggi e latticini, e in misura minore anche di cibi ricchi di proteine vegetali, come i legumi, a favore di cibi aproteici. Pane, pasta, farina, riso, crackers, fette biscottate, biscotti a basso contenuto di proteine si possono trovare anche nella grande distribuzione. Per limitare l’introito di fosforo, vanno ridotti i consumi di salumi, legumi secchi, frutta secca, cioccolato, lievito di birra, gamberi e frattaglie, tuorlo d’uovo, farine e crusca, cacao amaro in polvere. Sono concessi in piccole quantità anche latte, yogurt, panna, pasta, riso, legumi freschi, orzo, biscotti, pesce, formaggi freschi come ricotta e mozzarella. Via libera a frutta e verdura fresche, patate, marmellata, zucchero, miele, olio e burro che ne sono privi. Un trucco per ridurre il fosforo naturalmente presente negli alimenti? Tenerli per 8-9 ore in frigo prima della cottura, preferendo poi la bollitura in abbondante acqua, da cambiare a metà cottura. Il sodio ਠlargamente presente negli alimenti, anche in maniera ‘nascosta’: sono da ridurre soprattutto il sale (sodio) da cucina, dadi per brodo, salumi e affettati in genere, alimenti in salamoia come capperi, olive, carni e pesci in scatola, e formaggi.

Attenzione anche alle calorie

Queste vanno misurate secondo l’età : circa 35 Kcal per kg (riferito al peso ideale della persona) al giorno in caso di età inferiore ai 60 anni e di 30 Kcal con età uguale o superiore a 60 anni. Non scendere sotto questa soglia per non incappare nel rischio di malnutrizione. Che fare? La quota calorica può essere garantita consumando più carboidrati e di lipidi, fatta eccezione in caso di diabete. Avvertenza! L’alimentazione suggerita ਠsoltanto una indicazione: il piano nutrizionale va programmato rigorosamente con un esperto: il nefrologo, il nutrizionista, il dietologo. Il fai-da te non ਠammesso, pena la salute!

Vi alimentate correttamente? Riuscite a controllare meglio i sintomi come dice lo studio? Raccontateci la vostra esperienza.

-A cura di Francesca Morelli

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