Pavimento pelvico: ‘alleniamolo’ alla salute

Le stime dicono che una donna su tre soffre di disturbo al pavimento pelvico. Eppure la questione resta un tabù: perché il problema è poco noto, perché parlarne (anche con il medico) crea imbarazzo. E’ così il problema avanza, compromettendo la qualità della vita. Perché il pavimento pelvico, un insieme di muscoli e legamenti che chiudono la parte inferiore della cavità addominale, ha un ruolo importante nell’anatomia dell’organismo: regge, infatti, diversi organi interni quali vescica, uretra, retto e nella donna anche utero, vagina. Il pavimento pelvico ha il compito di mantenerli in sede e posizione corretta, ma se il suo lavoro per qualche ragione va in ‘off’ , ecco che si generano una serie di importanti problemi come l’incontinenza urinaria e fecale, ad esempio. La prevenzione è possibile: con la riabilitazione pelvica, uno stile di vita sano e evitando azioni o movimenti a rischio.

Prima regola

Non trascurare i primi sintomi, che se fossero davvero espressione di un indebolimento del pavimento pelvico, non adeguatamente trattati via via compromettono (anche) la quotidianità . Insomma, fatevene un baffo del tabù e parlatene con chi di dovere; non l’amica fidata ma il vostro medico curante e/o lo specialista (che ne sanno certamente di più, anche nel caso in cui il problema sia condiviso): cosa ne guadagnate? Il piacere di stare bene, anche intimamente, e continuare così nel tempo perfino se il pavimento pelvico che fa un po’ di bizze (poche). Siamo più a rischio? Sì, costituzionalmente le donne sono più fragili in questa zona del corpo e ciò deve portare a fare maggiore attenzione a tutte quelle azioni, movimenti, sport e attività che premono o che coinvolgono l’addome con sforzi importanti. Una probabilità più elevata rispetto lo standard riguarda le donne che hanno partorito per via vaginale, in sovrappeso, chi soffre di stipsi o tosse ma anche chi mantiene posture scorrette. «Sono tutte condizioni che aumentano la pressione intraddominale – spiega la dottoressa Roberta Daccò, coordinatrice del Servizio di Ginecologia e Ostetricia del CDI (Centro Diagnostico Italiano) di Milano – e questo ‘evento’ può indebolire il pavimento pelvico».

Attenzione anche agli sport

Quali praticare? Quali limitare o evitare? I movimenti più pericolosi per il pavimento pelvico sono quelli che provocano pressioni improvvise o molto intense all’addome, quali ad esempio i salti, in particolare nella fase dell’atterraggio, e ripetuti impatti al suolo. «Anche la corsa dunque, specie in donne predisposte ‘ prosegue la dottoressa – potrebbe danneggiare questa parte del corpo, così come lo sci da discesa, il crossfit o alcuni tipi di addominali, tra cui i crunch. Tutte queste attività non vanno demonizzate, ma praticate a ragion veduta: non ad alta intensità o a elevata frequenza».

La prevenzione per il pavimento pelvico

I rimedi per l’ipotono ci sono e, spesso sono ‘indolori’ , anche in termine di costi relativamente contenuti, ed efficaci. «E’ fondamentale – raccomanda Daccò ‘ eseguire controlli ginecologici periodici e in caso di debolezza, è possibile eseguire un programma di riabilitazione, che ne favorisce il rinforzo senza stress eccessivi, guidato da un’ostetrica o un fisioterapista specializzato. Una figura professionale esperta è infatti in grado di spiegare alla donna come eseguire gli esercizi riabilitativi nel modo corretto, insegnando a prendere ‘coscienza’ – cioè a sentire – questa parte del corpo durante lo svolgimento degli esercizi stessi». Conoscere le reazioni e le risposte del proprio corpo aiuterà anche a praticare poi l’attività fisica con maggiore consapevolezza.

Il rovescio della medaglia

Esiste: il pavimento pelvico può andare in ipertono, manifestando cioè un’eccessiva contrazione che persiste anche al termine dell’attività sportiva, soprattutto se si tratta di esercizi di pesistica, yoga e pilates che richiedono di mantenere a lungo una postura rigida, con possibili ripercussioni dolorose a livello fisico, ad esempio durante i rapporti sessuali, o favorire alcune problematiche come cistiti, stipsi, emorroidi. «In entrambi i casi, di ipotono o ipertono, sono indicati sport come il nuoto o la camminata veloce ‘ conclude la dottoressa – che non aumentano eccessivamente la pressione intraddominale. Facendo attenzione a posizioni che favoriscono l’ipertono, anche lo yoga e il pilates potrebbero essere attività buone per rafforzare il pavimento pelvico».

– A cura di Francesca Morelli

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